San Pedro de Atacama, oltre i fricchettoni

San Pedro de Atacama, dov’è, perché

Ci sono alcune posti nel mondo che per qualche motivo attirano un certo tipo di turismo, forse anche più fastidioso di quello becero e chiassone: il turismo fricchettone. Gente alternativa, che frequenta luoghi alternativi, che s’atteggia ad alternativo, riuscendo in questo modo a rendere tutto omologato. Potresti trovare lo stesso giocoliere in Perù come a San Francisco, come a Barcellona. In compenso, i prezzi sono tutt’altro che alternativi e popolari. San Pedro de Atacama è uno di questi. Ha cinquemila abitanti, di cui duemila atacameños ed è una miniera d’oro. In pochi giorni ho conosciuto boliviani, argentini, peruviani, tutti trasferitisi qui per lavorare con i turisti, che sono tantissimi anche in bassa stagione.

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San Pedro è un piccolo villaggio dalle case basse di adobe e dalle strade polverose, bello se lo si immagina senza le decine di agenzie turistiche, case di cambio, ristoranti. E’ il principale punto di accesso al deserto di Atacama e questo lo rende il posto perfetto dove fare base per vedere alcuni luoghi dalla bellezza mozzafiato. In più, il deserto è il più arido al mondo (ma non il più caldo) e per questo il suo cielo è nitido e perfetto per l’osservazione delle stelle, che anche a occhio nudo offrono uno spettacolo incredibile. Esistono tour astronomici, noi ci siamo allontanati semplicemente di qualche chilometro dalle luci della città, per ritrovarci in mezzo al buio più nero e alzare lo sguardo e guardare l’infinito.

Piccola digressione: Calama

Per arrivare a San Pedro dalla costa, da Tocopilla, si passa in mezzo al deserto e fa davvero impressione. E’… deserto! Così arido che si vede solo roccia e sabbia fuori dal finestrino. Un’assenza di vita in ogni sua forma piuttosto estrema. Per questo lo stupore è enorme quando in lontananza, come un’immensa oasi, spunta Calama, una cittadona mineraria desolante, sorta proprio in funzione della miniera a cielo aperto più grande del mondo, quella di Chiquicamata dove si estrae il rame. La città è davvero brutta ma, a parte averci offerto l’esperienza di una delle empanadas migliori mai assaggiate, resta un’esperienza da fare, cioè quella di vedere una città moderna in mezzo a una natura incredibilmente ostile, soprattutto per la mancanza di acqua.

Cosa visitare nei dintorni di San Pedro

Nei dintorni di San Pedro ci sono diverse escursioni che valgono la pena, si possono fare con i tour operator locali, che sono appunto decine, oppure in autonomia se si ha l’auto.

  1. Il cielo: come detto, si può partecipare a un tour astronomico ma si può anche semplicemente guidare sette minuti e allontanarsi dall’abitato. Un consiglio: andare quando c’è la luna nuova o comunque quando se ne vede solo uno spicchio. Si vedrà una via lattea impressionante.
  2. Laguna Chaxa, nel grande salar de Atacama. Qui si possono vedere i fenicotteri (flamengos) rosa. Sulla strada ci sono i paesini di Toconao e Socaire (3.500 metri sul livello del mare) che meritano una visita.
  3. Da Socaire si prosegue per le lagune Miscanti e Miñiques, entrambe oltre i 4.000 metri sul livello del mare. Due specchi d’acqua incastonati sotto le ande, con il riflesso delle cime sulla superficie. A giugno c’era molta neve, che rendeva tutto più magico ma anche deserto, non abbiamo visto neanche un fenicottero. 
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  4. Dopo le lagune abbiamo proseguito verso il passo Sico, al confine con l’Argentina, per raggiungere Piedras Rojas, nome turistico che comprende anche la laguna Aguas Calientes. Da un mirador in alto spazzato da un vento gelido e tagliente i colori spiccavano illuminati dal sole riflesso sulla neve. 
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  5. Valle della Luna. Ci si arriva in auto in cinque minuti, il che rende tutto più pazzesco: metti in moto, guidi, parcheggi e sei sulla luna. La Valle è un luogo magico, lunare appunto, con rocce rosse erose dal vento, dune giganti e una grande grotta di sale che si attraversa anche carponi e con la luce frontale. Insomma, non è una passeggiata. Per ammirare il panorama della Valle si sale su un mirador che domina tutta la vallata. Da non perdere, il calar del sole con vista sulla duna gigante, il panorama si tinge d’oro e rosso. Unica pecca, è affollatissima di turisti.
  6. Valle di Marte o della Morte, un paesaggio surreale, una distesa di creste e rocce anche qui rosse, disegnate dal vento. Uno scenario marziano, dal mirador un mare di rocce e sabbia a perdita d’occhio. In questa valle, chissà perché, c’erano pochi turisti. Qui si può fare sand board. 
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  7. Valle del Arcoiris, una valle dove le rocce hanno diversi colori a seconda del minerale predominante.
  8. El Tatio: parco geotermico a 4.300 metri sul livello del mare, ci si va prima del sorgere del sole per vedere il vapore e acqua termale uscire dalle decine di bocche sul terreno. Chi si aspetta dei geyser alti, rimane deluso, ma la grande distesa di vapore caldo che si alza dal suolo ha il suo fascino. 
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